FAUNA

 

 

Le condizioni fisiche molto dure sono la causa dell'assoluta povertà biologica del continente propriamente detto.

Nella penisola antartica sopravvivono alcuni invertebrati, soprattutto acari e zecche, che possono tollerare le temperature più basse.

Le foche e i pinguini sono ospiti solo per una parte dell’anno, cioè nel momento della riproduzione e della crescita dei loro piccoli.

Solo alcune zone d'acqua più o meno libera in conseguenza di fenomeni vulcanici costituiscono settori biologici abbastanza ricchi.

Plancton

Il plancton molto abbondante nutre varie specie di pesci e di grandi animali marini, più importanti sul piano economico: cetacei (balene) e pinnipedi (foche, otarie ed elefanti marini), che durante l'estate formano grandi colonie sui margini litoranei.

Krill

Le immense colonie di minuscoli gamberetti, chiamati Krill, costituiscono il principale nutrimento delle balene.

 

Albatross

Gli albatri, originariamente, vivevano in climi tropicali, che alcune specie continuano tuttora a preferire. Molti nidificano nelle ventose e solitarie isole dell'Oceano antartico

Pinguini

I pinguini sono uccelli non volatori che abitano esclusivamente nell’emisfero australe.

Il piumaggio dei pinguini antartici è di colore bianco e nero, perché questo permette loro di mimetizzarsi perfettamente nell’ambiente marino.

I maschi sono più grandi e il loro becco è leggermente più grosso. Si nutrono di crostacei, pesci e calamari. Nidificano in grandi colonie situata in luoghi protetti sulla terraferma o sul mare ghiacciato vicino alla costa e i piccoli diventano indipendenti quando la disponibilità alimentare raggiunge il suo apice. I pinguini sono perfettamente adatti a vivere al freddo. La loro temperatura corporea è piuttosto elevata. La pelle è protetta da un fitto strato di piumino, che a sua volta è coperto da penne piuttosto rigide, lunghe 3 cm, che formano una superficie estrema praticamente impermeabile al vento e all’acqua.

In questa maniera, tra la pelle e le penne rimane intrappolata l’aria che funge da isolante. Inoltre la pelle è piuttosto spessa e ricopre uno strato di grasso.

Per disperde il calore, si sdraiano sulla neve, si pongono in posizione eretta, aprono le ali e respirano ansimando con il becco aperto o semplicemente drizzano le penne.

I pinguini sono anche eccellenti tuffatori, capaci di catturare la loro preda inabissandosi a volte a 250 m di profondità. A questo scopo, le zampe si trovano all’estremità del corpo che ha forma di siluro e, a differenza di altri uccelli, le ossa contengono midollo osseo, aumentando così il loro peso e quindi riducendo la spinta di galleggiamento.

Le ali, modificate in natatoie, permettono loro di muoversi nel mare dove si può dire letteralmente che volino. Per respirare balzano fuori dall’acqua e vi si rituffano come i delfini.

Sulla terraferma, invece, sono piuttosto goffi: camminano ondeggiando o a piccoli salti. Sulla neve preferiscono, invece, scivolare sull’addome spingendosi con le zampe e le ali.

Balene

Animali pelagici per eccellenza, frequentano le ricche acque costiere nel periodo riproduttivo.

Orche

Abili predatori, si nutrono di foche e pinguini

 

 

Pinnipedi
(foche, otarie ed elefanti marini)

Le foche sono animali strettamente imparentati con animali come gli orsi e le lontre.

I loro antenati, che vivevano nell’emisfero settentrionale, si spostarono dall’habitat terrestre a quello marino. In passato, quindi, le foche hanno attraversato l’equatore e hanno colonizzato il continente antartico. Allora il clima era molto più temperato rispetto a oggi e, quando iniziò a scendere la temperatura e a formarsi la calotta di ghiaccio, le foche rimasero, adattandosi alla temperatura popolare.

Le specie come l’elefante marino, che non erano particolarmente adattate al freddo, dovettero restare nelle zone meno rigide più a settentrione.

Le foche, per adattarsi al freddo gelido, a differenza delle balene, hanno trasformato in pinne sia gli arti inferiori che quelli posteriori. Le aperture nasali, simili a una fessura, si sono chiuse automaticamente grazie a pareti elastiche e si aprono solo per respirare.

Ai mammiferi indigeni dell'Antartide se ne sono ora aggiunti altri "immigrati" che vi soggiornano semi-permanentemente: fra questi vi sono pecore, conigli, cani, gatti, topi, oltre all'uomo.

Gli effetti negativi di questa presenza sugli ecosistemi locali sono purtroppo forti: dall'inquinamento provocato dagli escrementi umani nelle aree delle stazioni scientifiche alla distruzione del manto vegetale da parte di pecore e conigli, alla decimazione della popolazione avicola da parte di cani e gatti e delle balene e delle foche da pelliccia da parte degli uomini.

A tutto ciò si deve aggiungere anche la contaminazione provocata dal cresciuto e crescente afflusso di turisti. Ciononostante l'Antartide rimane la regione di gran lunga meno contaminata del globo e il trattato internazionale del 1959 aveva come uno dei suoi principali obiettivi la preservazione del sistema ecologico naturale di questo ambiente unico.