Approfondimento: soluzioni

Approfondimento: soluzioni

Molti materiali omogenei sono costituiti da una dispersione di un tipo (o più tipi) di particelle (atomi o molecole) tra un gran numero di particelle di un altro tipo. Questo tipo di materiali vengono chiamati miscugli o miscele omogenee o - più spesso - soluzioni. Dal momento che la dispersione avviene a livello atomico o molecolare, ad occhio nudo non si sistinguono porzioni eterogenee ed il materiale appare uniforme.

Per convenzione, si chiama solvente il tipo di particelle più abbondante, mentre si dice soluto il tipo (o i tipi) di particelle di cui il numero è minore. Per comodità le soluzioni hanno come solvente un materiale liquido (spesso acqua) ma non è indispensabile.

La concentrazione è un'indicazione quantitativa del rapporto tra il solvente ed il soluto. La concentrazione può essere misurata in parecchi modi, ciascuno utile in un particolare contesto.

Un solvente "si scioglie" in un soluto fino ad un certo punto (provate a riempire di zucchero una tazzina di caffè...). La massima quantità di soluto che un solvente può contenere (ad una certa temperatura) si chiama solubilità. Il vetro è insolubile in acqua, il sale lo è abbastanza mentre lo zucchero lo è molto.

Cristallizzazione
In una soluzione è possibile portare il soluto oltre il limite di solubilità (abbassando la temperatura o facendo evaporare il solvente). Il soluto in eccesso passerà allo stato solido sotto forma di cristalli facilmente rimovibili.

Estrazione
A volte, una sostanza è più solubile in un solvente che in un altro. Si può sfruttare questo fatto, in particolare se i due solventi non sono miscibili tra loro, agitando la prima soluzione in presenza del secondo solvente: il soluto verrà estratto dal primo solvente al secondo e, al termine dell'agitazione, i due solventi si separeranno dopo che il secondo solvente ha "portato via" al primo buona parte del soluto.

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