6 - La funzione d'onda

Inaspettatamente, la combinazione delle scoperte di de Broglie e di Heisenberg portarono ad una soluzione elegante, anche se complessa, del problema delle orbite elettroniche.

Esclusa dal principio di indeterminazione la possibilità di trattare l'elettrone come una particella, si schiuse la via alternatica di trattarlo come un'onda. Applicando all'elettrone le tecniche della meccanica ondulatoria Schroedinger riusci a formulare delle funzioni (psi) che davano una nuova forma all'intero edificio elettronico.

Le nuove funzioni d'onda non potevano fornire posizione e velocità istantanee dell'elettrone ma fornivano la probabilità che l'elettrone con una data energia potesse occupare una certa posizione.

In queste funzioni prendevano posto i vecchi numeri quantici come quantificatori dell'energia dell'elettrone, ma non potevano più essere interpretati come semplici parametri orbitali.

Si viene quindi a delineare un nuovo concetto: l'orbitale che è la regione dello spazio in cui esiste una determinata (p.e. 95%) probabilità di trovare l'elettrone.

Notate il passaggio da termini deterministici (posizione e quantità di moto) a quelli probabilistici!

Gli orbitali sono numerosi e variano per forma e dimensione. Le forme più semplici sono sferiche o a doppia clava.

 

 

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