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Storia evolutiva dell’uomo


Alcuni milioni di anni fa grazie ad un passaggio evolutivo del gruppo delle scimmie antropomorfe africane si è evoluta la nostra specie. Sono state fatte delle prove molecolari grazie alle quali si è giunti a pensare che l’ultimo antenato comune alla specie umana ed alle scimmie antropomorfe (scimpanzè, gorilla,...) sarebbe vissuto in Africa.

Nel 1924 lo scienziato sudafricano Raymond Dart, scoprì in Africa un piccolo strano cranio fossile, con una capacità da scimmia antropomorfa ma denti e mascelle chiaramente umanoidi. L’apertura del cranio nel punto in cui emerge il midollo spinale (Foramen magnum) era situato in basso ad indicare che la testa era sostenuta dalla colonna vertebrale e che l’organismo probabilmente camminava eretto. (Gli organismi con la capacità di camminare eretti sui propri arti posteriori sono detti bipedi). Dart chiamò la propria scoperta “Australopithecus”. Secondo la datazione effettuata con radioisotopi il cranio poteva risalire da 2 a 3 milioni di anni fa.


A partire dal 1924 sono stati trovati in Africa molti fossili di Australopithecus. Questi antenati dell’uomo vengono detti ominidi (un ominide è un primate bipede dalle sembianze umane).

Nel 1974 l’antropologo americano Donalds Johanson e i suoi colleghi scoprirono uno scheletro quasi completo di una piccola femmina di Australopithecus. Gli scienziati stimarono che il fossile potesse avere un’età variabile tra 2,9 e 3,4 milioni di anni e gli attribuirono il nome di Lucy.

La scoperta di Lucy che aveva un piccolo cervello da scimmia antropomorfa ma già camminava eretta come un uomo poneva fine al dibattito relativo a quale caratteristica fosse comparsa prima: il bipedismo o un cervello di grandi dimensioni.

Molti antropologi oggi ritengono che gli uomini si siano evoluti in Africa da antenati simili a Lucy.

Circa 40 anni dopo la scoperta di Austalopitecus gli antropologi coniugi Leakey ed il proprio figlio Richard scoprirono nell’Africa orientale un fossile di ominide che provocò molta eccitazione nella comunità scientifica. Questo fossile era più simile nella forma a uomini attuali di quanto non lo fosse Austalopithecus. La famiglia Leakey chiamò questo ominide Homo habilis perchè trovò semplici utensili di pietra vicino ad esso. Secondo le datazioni effettuate in seguito H.habilis può risalire ad un’età variabile tra 1,5 e 2 milioni di anni. H. habilis è il primo ominide di cui si sia accertata la capacità di usare utensili.


Un altro fossile importante venne chiamato Homo erectus. Questo ominide visse circa 1,5 milioni di anni fa. I fossili di H. erectus sono stati trovati in Africa, Europa, Cina e nell’isola di Giava.

La maggior parte degli antropologi concorda sul fatto che l’H. erectus si sia originato in Africa e sia poi emigrato vesro l’Asia e l’Europa. Questo gruppo di ominidi usava utensili di pietra ben fatti per cacciare, mangiava carne e piante. Resti di ossa carbonizzate indicano che H.erectus accendeva fuochi per cucinare e probabilmente anche per scaldarsi e proteggersi da predatori.

H.erectus era d’aspetto abbastanza simile agli uomini moderni. Aveva cranio spesso, fronte bassa, arcate sopraccigliari pronunciate e mento sfuggente. Le dimensioni del suo cervello erano intermedie tra quelle di H.habilis e quelle degli uomini moderni.


La testimonianza fossile mostra che gli ominidi della nostra specie, Homo sapiens, comparvero per la prima volta in Europa circa 125.000 anni fa e gli scienziati sostengono che si siano evoluti in Africa. Il cervello dei primi esemplari appartenenti a H.sapiens aveva dimensioni più o meno simili a quelle dell’uomo moderno. Si conoscono due tipi principali di H. sapiens primitivo.


Fossili del più antico dei due “l’uomo di Neanderthal” sono stati trovati in Europa ed Asia. Erano ominidi con ossa pesanti, corte e spesse, menti sfuggenti e grandi arcate sopraccigliari. I fossili delle ossa delle gambe indicano che erano alti più o meno 1,5 m. L’uomo di Neanderthal era un cacciatore che uccideva mammuth, orsi ed altri animali di grandi dimensioni con strumenti di pietra ben fatti. Viveva in gruppo, dentro caverne e rifugi di pietra, seppelliva i morti introducendo talvolta piccoli oggetti rituali nelle tombe. Si ritiene che gli uomini di Neanderthal si siano estinti.


Un secondo tipo di H.sapiens fu l’uomo di Cro-Magnon che somigliava molto all’uomo moderno e di cui si sono trovati fossili in Europa, Asia e Australia. Questi uomini con fronte alta, mento prominente, privi di arcate sopraccigliari pronunciate erano alti attorno a 1,8 m e comparvero circa 35.000 anni fa. Si ritiene che essi siano i diretti antenati dell’uomo moderno. Gli uomini di Neanderthal e Cro-Magnon vissero nelle stesse aree e nello stesso tempo poi i primi scomparvero forse per problemi di competizione con i più evoluti Cro-Magnon. L’uomo di Cro-Magnon visse in caverne, produsse elaborati utensili di pietra, ossa e legno e decorò le proprie caverne con dipinti. Era insomma molto simile all’uomo di oggi.


Gli esseri umani sono rimasti quasi immutati fisicamente negli ultimi 35.000 anni.