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La selezione naturale


Il meccanismo alla base dell’evoluzione, nella teoria di Darwin, è la selezione naturale, che consiste nella sopravvivenza non casuale di caratteristiche ereditarie che variano, invece, casualmente.

Prima di Darwin la selezione naturale era stata individuata nei soli aspetti negativi, come l’eliminazione delle specie poco adatte all’ambiente, e il grande passo di Darwin è proprio quello di riconoscere alla selezione naturale degli aspetti positivi, in grado di favorire l’evoluzione delle forme di vita.

Semplificando, si può dire che la selezione naturale scelga “il più adatto” scartando “il meno adatto”. Per “adatto” si intende un organismo che abbia delle qualità che lo portino a sopravvivere e riprodursi.

Un esempio di qualità adattativa è la corsa veloce e la vista acuta in un predatore.

A questa teoria si contrapponevano i fautori della teoria di Lamarck, che individuava nelle modificazioni dell’aspetto (il fenotipo) la causa delle modificazioni del corredo genetico (il genotipo).

A un gatto a cui era stata tagliata la coda sarebbero dovuti nascere gattini privi di coda. Ciò era ovviamente sbagliato e le ricerche successive smentirono la teoria.

La teoria di Darwin fu successivamente confermata dagli esperimenti di Gregor Mendel pubblicati nel 1865 e rimasti ignoti per mezzo secolo.